L’imperatore di Costantinopoli Leone VI elevò Isola di Capo Rizzuto a sede vescovile. La diocesi e quindi la cittadina è indicata nei documenti bizantini con il termine greco “Aesylon” che significa “luogo sacro”, dove l’uomo non può essere perseguitato.
Con la trasformazione della scrittura greca in quella latina il nome divenne Isola.
Capo Rizzuto ha ampie spiagge di sabbia molto fine, fondali bassi e cristallini, l'entroterra, invece, è ricoperto da una fitta pineta.
Cosa visitare:
il Santuario della Madonna Greca, La Torre Vecchia e la Torre Nuova costrutite per avvistare i pirati turchi che provenivano dal mare.
Da non perdere è una visita a Pietranaste si tratta di una roccia quadrangolare in cui venivano scavate delle cavità nelle quali venivano deposti i corpi dei defunti o le urne cinerarie.
Cosa Mangiare:
La Nduja, prodotto tipico dell'area di Vibo Valentia, si prepara con carni di maiale e peperioncino. Si tratta di un salame stagionato, spalmabile e piccante.
Informazioni su come arrivare:
Dal Tirreno: Autostrada A3 - Uscita Cosenza SS107 per Crotone
Dall'Adriatico: Autostrada A3 - Uscita Sibari SS106 per Crotone
Autostrada A14 - Uscita Taranto SS106 per Reggio Calabria/Crotone
L'Area Marina Protetta "Capo Rizzuto" accoglie diversi elementi di vita e sapienti connubi di forme e colori: tratti di costa rocciosa si alternano a distese di sabbia fine, sino al mare che ospita il patrimonio di flora e fauna dell'area protetta. Il mondo sommerso dell'area marina protetta è caratterizzato da ciliate e secche, che scavate nel mare e dalle correnti, creano labirinti di cunicoli e anfratti ed offrono un perfetto rifugio a molte specie di animali marini, che vivono a bassa, media ed alta profondità, preferendo alcuni i fondali sabbiosi, altri quelli rocciosi.
Tra i pesci che più caratterizzano questi fondali vi sono le cernie, i barracuda, che nei mesi estivi formano banchi argentati, e i curiosi pesci pappagallo.
Durante le immersioni il visitatore sarà subito attratto dalle varie specie di ricci: quello Saetta è sicuramente il più curioso tra i "fratelli" perché ha degli aculei primari lunghi 7-8 cm ed i secondari più corti. E' possibile ammirare la Stella rossa comune e la Stella serpente, osservare il moto ondeggiante dei cespugli di Posidonia Oceanica.